Ed eccoci all'aspetto concreto dello yoga (se così si può chiamare senza nulla togliere all'aspetto spirituale).

Praticare le asana significa restare immobili in una determinata posizione per un tempo soggettivamente utile a coinvolgere e massaggiare in profondità gli organi interni, i muscoli e le articolazioni e mettere in azione i chakra.
Per fare questo occorre trovare il tempo necessario, magari tutti i giorni perché lo yoga richiede pratica e perseveranza, ma anche gioia e serenità, in un angolo di casa che vi appartiene e dove soprattutto non essere disturbati. Sarebbe meglio a stomaco vuoto da qualche ora e mangiare almeno un’ora dopo l’esercizio. Bastano pochi minuti da 10 a 15 per iniziare a trovare la giusta concentrazione e per abituarsi a questo nuovo incontro con se stessi, senza strafare così che corpo e mente possano imparare l’equilibrio (tra flessibilità fisica e rafforzamento della volontà). Per ottenere dei buoni risultati occorre giungere a 30 minuti quotidiani per poi approdare a 30 minuti quotidiani e due volte la settimana qualche ora, meglio se al mattino o la sera. Basta un tappetino in una zona che consenta i movimenti, una coperta o un piccolo cuscino per aiutarsi nelle posizioni in ginocchio o altre più difficoltose, a piedi scalzi per sentire meglio il contatto e l’aderenza con il pavimento (in questo caso il tappeto) quando si sta in piedi, indossando indumenti caldi ma traspiranti che non impediscono i movimenti e con i capelli legati (se li avete lunghi come me!). Durante i movimenti non bisogna mai trattenere il fiato ma mantenere un respiro regolare e concentrato, tra un esercizio e l’altro eseguire alcuni respirazioni profonde per dare alla mente il tempo necessario a tranquillizzarsi. A poco a poco vedrete i primi benefici e i primi miglioramenti anche se i vostri muscoli non sono flessibile o se le posizioni non riescono perfettamente, quello che conta è la volontà di perfezionarsi.

«Lo yoga esiste da oltre quattromila anni, ma forse è nuovo per voi.
Lo yoga conferisce il dominio dei sensi e vi libera dalla loro schiavitù.
Lo yoga non consiste solamente nel tenersi in equilibrio sulla testa, come molti credono, ma insegna ad affrontare la vita con i piedi ben piantati in terra.
Questa disciplina SENZA ESSERE UNA RELIGIONE tutte le contiene, non essendo contraria a nessuna di esse.
Lo yoga dona ai giovani la saggezza dell'esperienza e agli anziani il segreto della giovinezza.
Lo yoga vi farà conoscere qualcuno che prima sicuramente ignoravate: il vostro proprio sé».

Swami Satchidananda

Questa scienza, che ha sfidato i secoli, è come una goccia di verità nell'oceano inquinato che è la vita moderna. Ora viviamo in una civiltà che ci impone modi di vita innaturali: non sappiamo più respirare; mangiamo troppo ed in malo modo; ignoriamo l'arte del rilassamento psico-fisico, presi come siamo dal ritmo stressante della vita che conduciamo.

La pratica dello yoga consente di ottenere benefici sul piano fisico, mentale e spirituale, ma soprattutto costituisce una via di ricerca dell'UOMO INTERIORE.

Una delle pratiche più importanti e spesso sottovalutate è la respirazione.

 

La respirazione yogica completa

«Con la respirazione yogica il corpo diventa forte e sano; il grasso superfluo scompare, il viso si fa luminoso, gli occhi scintillano, un fascino particolare emana da tutta la persona. La digestione si svolge con facilità. Il corpo si purifica interamente e la mente diviene calma, obbediente. La pratica costante apporta felicità e pace.» Swami Sivananda

La respirazione completa consiste in tre fasi successive legate da un unico e armonico atto e costituisce la respirazione ideale:

  1. respirazione addominale o diaframmatica;
  2. respirazione toracica o media;
  3. respirazione clavicolare o alta.

La tecnica

Per eseguire la respirazione completa, questa deve essere calma e profonda e non deve essere praticata a scatti o forzatamente. Respirare secondo i dettami della scienza yoga deve diventare una gradita abitudine.

Cominciamo dall'espirazione, perché è questa la fase più importante della respirazione, contrariamente a quanto siamo soliti pensare e fare. In ogni circostanza, dunque, bisogna liberare in profondità i polmoni dall'aria viziata, prima di inspirare aria fresca.

Ora ci mettiamo seduti, colonna vertebrale, collo e capo eretti. Nell'espirare bisogna contrarre prima la parete addominale e quindi vuotare la cassa toracica, per percepire l'espirazione. Inizialmente aiutiamoci con una leggera pressione delle mani ai due lati della cassa toracica. Il diaframma tende a salire verso il torace. L'espirazione deve durare il doppio della inspirazione (6 secondi circa). Per facilitare il rallentamento dell'espirazione possiamo poggiare il mento verso lo sterno e proveremo una meravigliosa sensazione di benessere.

Il respiro deve essere come un'onda tranquilla, quindi inspiriamo cominciando sempre dall'addome, gonfiandolo leggermente, per passare poi alla cassa toracica e agli apici.

L'inspirazione yogica completa unisce i tre modi di inspirare e li integra in un unico movimento ampio e ritmico. Il diaframma nell'ispirazione si abbassa verso gli organi addominali. Noi conosciamo generalmente solo 2 o 3 fasi della respirazione, ignoriamo la ritenzione a polmoni vuoti e quella a polmoni pieni (dal sanscrito suniaka e kumbaka). Dopo l'espirazione effettueremo una ritenzione a polmoni vuoti per la durata di un secondo, mentre la ritenzione a polmoni pieni seguirà l'inspirazione sempre per un secondo.

Questo ritmo respiratorio (6-1-3-1 secondi) non comporta alcun rischio e non ha controindicazioni, salvo casi di gravi disturbi patologici.

Effetti del prânâyâma

Il diaframma è un muscolo potente e si può considerare per importanza un secondo cuore che separa gli organi addominali da quelli toracici, procurando un eccezionale massaggio agli organi interni. La semplicità del sistema della respirazione yoga impedisce a molti di prenderla in seria considerazione, mentre sprechiamo fortune in cerca di salute con sistemi complessi e costosi.

La respirazione completa yoga è una necessaria difesa dall'inquinamento; correggendo la respirazione abituale otteniamo una rivitalizzazione dell'organismo nei confronti della fatica fisica e della depressione mentale. Il ritmo della respirazione è collegato a quello del cuore, in rapporto tale che ad ogni respiro corrispondono quattro battiti cardiaci; anche il ritmo dei pensieri è collegato a quello della respirazione: una persona che respira in fretta è agitata mentalmente.

E' auspicabile che tale dinamica del respiro entri nella scuola a livello di informazione prima, di formazione poi, mettendola in pratica nella educazione fisica.

Vi invitiamo vivamente a porla in pratica in qualsiasi momento della giornata e per la prima volta ci accorgeremo di quali energie enormi aspettano di essere rivelate a noi. Serenità.